La Rece Vintage del NinjA: Lenny Kravitz – Let Love Rule (1989)

14 09 2009

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Settembre 1989, con un album ricco di ispirazioni e influenze, debutta il futuro Minister of Rock ‘n’ Roll: Lenny Kravitz.

In un periodo musicale in cui impazzano suoni digitali Lenny rispolvera la “sporcizia” dell’analogico, suoni graffianti, acidi e romantici, in un crossover totale tra presente e passato, tra rock, blues e funk.

Le tredici tracce del disco sono suonate (come fece sempre Prince) totalmente da Kravitz ispirandosi a: Curtis Mayfield (“Fear”), Jimi Hendrix, Sly StoneBeatles (“Flower Child”), Bob Marley, John Lennon (“Be”) e Prince (“Mr Cab Driver” cita “Lady Cab Driver” del Genio di Minneapolis).

Vent’anni fa nasceva, musicalmente, il più poliedrico, glamour, creativo,  vigoroso musicista degli ultimi anni. L’unico dopo Prince capace di fondere rock, blues e funk in un unico cocktail.

Always On The Run!





La Rece: Foo Fighters – Echoes, Silence, Patience & Grace

10 04 2008

Foo FightersArtista: Foo Fighters

Titolo: Echoes, Silence, Patience & Grace

Parto da questo disco, che più ascolto più mi sembra bello, per fare un salto indietro di 14 anni e ricordare che in questi giorni del 1994 si interrompeva la vita di un artista geniale, Kurt Cobain, e la carriera di un gruppo unico, i Nirvana. Dalle ceneri di quell’esperienza è iniziato il cammino da solista di Dave Grohl, allora batterista, oggi polistrumentista, compositore e cantante: poco conservano i Foo Fighters del sound e del pensiero dei Nirvana, che erano frutto dei dolori e dell’odio di Cobain per il mondo, ma rappresentano un gruppo rock energico e potente.

Giudizio: mettete su questo disco e godetevelo dall’inizio alla fine!

NB: Per chi fosse incuriosito dall’esperienza dei Nirvana e del “grunge” in generale, vi segnalo una serie di gruppi interessanti, più o meno famosi, che hanno rappresentato il contesto dal quale il rock alternativo ha trovato la forza di sdoganarsi ed imporsi al grande pubblico: Melvins, Green River, Mudhoney, L7, TAD, Husker Du, Black Flag, Dead Kennedys, Pixies, Butthole Surfers, Sonic Youth, Dinosaur Jr., Soundgarden, Pearl Jam, Hole, Alice In Chain. Leggi il seguito di questo post »





La Rece: Serj Tankian – Empty Walls

22 02 2008

Serj Tankian - Empty WallsArtista: Serj Tankian

Titolo: Empty Walls

Un consiglio al volo: date un orecchio a questo bel singolo “style rock” del vocalist dei System of a Down. Arrembante ed energetico, è un pezzo che, grazie ai frequenti cambi di ritmo, dà una carica pazzesca!

Giudizio: dai un’occhiata al video qui sotto e giudica tu…

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La Rece: The Beaguls – Babbey Boards

14 02 2008

Advisory

The Beaguls





…and the winner is…

16 01 2008

…Mr. NinjA!!!

E’ un onore poter mostrare in anteprima le foto della serata di gala dei Vattelappesca Awards, i premi che vengono attribuiti agli artisti più sensibboli del panorama internazionale!

L’ultima edizione della serata di gala si è svolta al Medison Squèr Garden di Busto Garolfo, dinanzi ad una platea ricchissima di star e celebrità, da Alpa Cino al Professor Zichichi, passando per Bionsè, Sciachira, Maicol Gecson, Rassel Croo, Bred Pit, Anna Tatangelo, Johnson Righeira, Il Mago Zurlì, Giorgione Chinaglia, Diggei Angelo e Abel Balbo.

Scroscianti gli applausi per il nostro artista di riferimento, che ha trionfato in ben quattro-dico-quattro categorie:

#1: Autore emergente nel teatro sperimentale d’avanguardia meneghina

#2: Miglior interpretazione maschile in un’opera lirica femminista post-industriale

#3: Miglior comparsata muta nel film “L’addizione non c’entra niente con la dizione”

#4: Umbert Boss Padan Award come miglior gruppo etnico: Dà-mà-trà Baùscias

Facciamo un grosso applauso al nostro eroe, che ormai sta scalando impetuosamente le più alte vette dell’arte!

NinjA, siamo tutti con te!





Videogames in saldo!

8 01 2008

Impersona il giovane Rone Mag e aiuta E.T. (Extra Terry) e l’amico E.P. (Extra Pazz) ad abbandonare le barbare lande del Nord e a tornare nell’amata Terra di Mezzogiorno! Salvali dai malvagi Nig Rassi, Ban Feeki, Quina Smo e Mash Sha, soldati al servizio dell’imperatore “de touch i pulenta”, Lett Ipinho, che tenteranno con ogni mezzo di insegnare loro il dialetto ticinese, assimilarli e trasformarli in tristi abitanti delle Terre Nebbiose!

ET - Extra Terry-Islander

18+ : adatto a giocatori maggiorenni, dato l’alto tasso di violenza e l’orripilante aspetto dei protagonisti.





La Cine-Rece del NinjA: La Promessa dell’Assassino (2007)

8 01 2008

LA PROMESSA DELL’ASSASSINO (EASTERN PROMISES)- DAVID CRONENBERG (2007)

“Il mio nome è Tatiana”. L’incipit del diario di una giovane donna russa (con una voce fuori campo, sinceramente, non eccezionale nel doppiaggio italiano) segna l’inizio di questo splendido noir dipinto, a tinte forti, dal regista di La Mosca, Crash e A History of Violence. Tatiana è una donna (suo malgrado essendo appena quattordicenne) che trova la morte nel mettere alla luce una bambina. Anna, l’ostetrica che l’ha assistita, cerca nel diario della ragazza informazioni per rintracciarne la famiglia alla quale affidare la neonata. Si imbatterà, invece, nelle maglie sempre più strette di un intrigo mafioso russo, tra efferati omicidi e sfruttamento della prostituzione.

“Rimani ancora viva… per un po’…”. Cronenberg confeziona una pellicola di classe, un noir come non se ne vedevano da tempo: teso e affilato. La tecnica registica è pulita e precisa e, sfiorando il capolavoro, ci immerge in pieno in un’atmosfera claustrofobica. L’angoscia viene trasmessa (anche grazie alle ottime interpretazioni degli attori) al pubblico in un crescendo coinvolgente e spaventoso. Il regista ci suggerisce molteplici livelli narrativi e chiavi di lettura. Da sempre attento al lavoro sul corpo come strumento narrativo, il regista, sfrutta i tatuaggi e le cicatrici sulle persone come veri e propri “diari” per raccontare visivamente la loro storia e le loro memorie creando, così, un parallelismo con il diario vero e proprio che funge da legame sottotraccia durante tutto il film.

“Come posso diventare re, se il re è ancora al suo posto…. All’apparenza banale la costruzione della trama è, in realtà, un reticolo molto complesso che si dipana solo con un inaspettato colpo di scena finale che spiegherebbe anche il significato del titolo originale (Eastern Promises). Significato che si va, invece, a perdere con la solita pessima traduzione in italiano. Memorabile la scena in cui Mortensen lotta, completamente nudo in un bagno turco, contro due sicari ceceni: paragonabile, per spessore cinematografico e potenza comunicativa, alla scena della doccia in Psyco di Hitchcock.

Gli attori:

Viggo Mortensen – Semplicemente perfetto. Un’interpretazione gelida, glaciale feroce che riesce, tuttavia, a trasmettere un barlume di bontà e speranza. Un lavoro non facile. Voto: 9

Naomi Watts – Delicata e forte ad un tempo. L’attrice delinea un personaggio sofferente, determinato ed impusivo. Brava. Voto: 7,5

Vincent Cassel – Devo dire che il primo impatto con la recitazione dell’attore francese è stato negativo. A posteriori mi sento di rivalutarlo. Indubbiamente penalizzato da un doppiaggio macchiettisico, Cassel, offre una buona interpretazione di un uomo a disagio con il ruolo di mafioso imposto dal padre despota che si contrappone alla propria indole. Voto: 7

Nota negativa: doppiaggio veramente di scarso livello per la resa anacronistica da cartoon di “Rocky & Bullwinkle” della cadenza russa (in particolare per la voce fuori campo di Tatiana).

Conclusione: film veramente bellissimo.