Le strane alchimie

4 06 2009

Ciao amici limonari, volevo raccontarvi il mio ponte del 2 giugno perché è stato veramente spettacolare, secondo solo alla vacanza dei lemoners 2006 con destinazione Portogallo.

Per prima cosa i protagonisti: Elena, Francy F., Francy B., Babie, Vastaso (devo mettere questo pseudonimo perché non ho avuto la liberatoria scritta. Riguarda un’altra persona…. :-D ) ed io. Io, in partenza, conosco solo Elena di questo gruppo, gli altri sono più o meno estranei che ho visto solo per una cena e Francy F. l’ho conosciuta direttamente alla partenza.

Partenza venerdì 29/5 da Milano con Elena e Francy F. alla volta di Courma. Alle 17 circa arriviamo e facciamo un bel giretto per la cittadella quasi deserta. In macchina ho fatto una prima conoscenza con Francy F. (Elena la conosce dalle elementari) che da subito si è rivelata brillante ed estremamente….simpaticissima!!! Poi, arrivati nella piazzetta con vista sulla valle, mi sono subito fatto riconoscere: passa una con due chiappe da urlo ed Elena parte con la prima caziata: smettila di guardarle il culo! Il bello è che Elena non mi stava neppure guardando e io avevo gli occhiali da sole!!! Scoppio di risata fragorosa tra noi 3 e la vacanza ha ufficialmente inizio.

Arriviamo alla meta francese verso le 20 e chiediamo in una pizzeria (piena di scritte italiane) se ci indicano la via precisa della casa (la padrona di casa, Francy B., sarebbe arrivata più tardi con gli altri). Lì inizia il mio primo approccio alla lingua francese e mi danno le indicazioni….in inglese!!! Ovviamente il navigatore che ho ha caricata solo l’Italia e le mappe dell’iPhone non andavano (mancava la connessione wi-fi). Comunque arriviamo alla meta, cena dallo zio McD e poi attesa dell’altra metà dei componenti del viaggio che arrivano quasi a mezzanotte!!!

Le donne si caziano vicendevolmente mentre portiamo su in casa bagagli e un po’ di viveri. Suddivisione nelle stanze (maschietti con maschietti e femminucce in 2 altre stanze) e nanna: la giornata è stata lunga ed il giorno dopo inizia la vera vacanza.

Sabato 30/5 io e Vastaso ci svegliamo verso mezzogiorno e chiaramente ci ribaltano come calzini perché Elena e Francy F. sono in piedi dalle 6.30!!! Due porconi tra me e me (volevo iniziare presto la giornata) e tutti operativi per gita a Ginevra. La divisione delle macchine resta identica a quella di arrivo e si parte ovviamente sempre senza cartine e con una conoscenza moooooolto approssimativa del francese.

Una volta arrivati, il gruppo si amalgama minuto dopo minuto, le barriere cadono subito e l’unico a rimanere un po’ ingessato è Vastaso. Però questa è solo apparenza datosi che spara cavolate a manetta, pungola tutti ad usare la testa ed ha una simpatia tagliente. A fine vacanza si rivelerà proprio l’anima ispiratrice della goliardia generale.

La città è carina, ci passeggiamo godendoci il sole che è spuntato e provo pure a prendere un po’ di sole (a fine giornata sarò un pochino rossetto) naturalmente riusciamo persino a perdere un paio di componenti del gruppo. Nulla di traumatico, dopo 10 minuti ci ritroviamo, ovviamente senza chiamarci via cellulare, ma stando fermi fissi in una piazza. Anche questo resta un mistero….

Ci decidiamo per un ape e io mi metto anche a tampinare una gentil donzella (vestita da infermierina!) che festeggiava l’addio al nubilato :-)

In serata ritorno verso casa ed aperitivello tra le mura domestiche con del vinello bianco, poi uscita a cena in un ristorantino molto carino dove ci servono affettati e formaggi cucinati in ogni modo. Mangiamo come dei piccoli buoi ed a fine serata il locale si svuota mentre noi siamo lì a far caciara e ad animare i commensali rimasti ed i proprietari. Di ritorno a casa (dopo uno scroscio d’acqua) ci rendiamo conto di aver mangiato troppo, ma ci fiondiamo a letto. Io ero talmente pieno che credevo di vedere la Madonna di Fatima :-D

Domenica 31/5 Elena pensa bene di svegliare (all’alba della mezza) me e Vastaso in maniera “delicata”: “Ricchioni! Che cazzo dormite ancora!” Io credo di aver perso 1 anno di vita! Non capivo neppure in che parte del mondo fossi, ma sono riuscito a riconnettermi con la realtà. Giornata di relax passata passeggiando tra i monti e soffermandoci ai bordi di un laghetto montano con nuvole che andavano e venivano ed una buona temperatura.

Nel tardo pomeriggio rientro a casa per cena e riposo. Peccato che 10 minuti prima che fosse pronto io, Francy F. e Babie ci siamo fiondati nel bar davanti per un aperitivo “improvviso”. Ci facciamo consigliare dal proprietario (un ragazzo della nostra età) spiegandoci naturalmente in italiano! Capisce al volo i soggetti e partono le prime 3 “pantera rosa” della vacanza :-)

Gli altri hanno iniziato a richiamarci dal balcone (eravamo sulla veranda del locale) e a caziarci (in realtà in modo molto velato) perché ormai era pronto da un pezzo. Noi 3 salutiamo con la manina e finiamo l’ape. Rientriamo a casa con un po’ di dispiacere (il locale aveva frequentazioni “interessanti”), ma ci ripromettiamo di tornare.

In realtà dopo cena si resta in casa tra chiacchiere e ci sfottiamo un po’ su tutto così che si va a letto prestino perché il giorno dopo la direzione è Lione a circa 2 ore di macchina.

Lunedì 01/06 sveglia alle 7, doccina di rito, solita colazione mega abbondante con ogni ben di Dio preparato dalla impareggiabile Elena e poi in 4 (io, Elena, Francy F. e Babie) ci si dirige a Lione mentre gli altri 2 ci raggiungeranno più tardi. Babie era la prima volta che veniva in macchina con noi, ma è stato come se fosse stata sempre lì anche perché in macchina con Pigno era vietato dormire perciò si doveva parlare e, una volta finiti gli argomenti seri (per altro non mi ricordo neppure se ce ne siano stati!) si ripartiva con minchiate galattiche :-)

Lione è molto bella, merita una visita di qualche giorno, ma noi ce la siamo goduta abbondantemente anche in una sola giornata. Abbiamo visto le cose principali, mangiato baguette e altri panini porcosissimi, fatto qualche foto e naturalmente pirleggiato in giro. Tra le altre cose, Babie ha fatto il numero del giorno: è riuscita a “parlare” con l’autista di un autobus per farsi spiegare come raggiungere un monumento e le ha regalato pure la cartina della città! Ovviamente il tutto senza conoscere il francese!!!

Nel tardo pomeriggio si rientra alla base con la classica divisione per auto. Io e le mie due ancelle riusciamo a sbagliare strada, ma ci ravvediamo subito e invertiamo la marcia. Dopo più di 2 ore arriviamo a destinazione e….aperitivo! Ci infiliamo in un bar al centro, beviamo un paio di miscugli a testa (doveva essere vino aromatizzato, ma credo fosse svitol con spruzzata di vernice spray!) millantando con gli altri che eravamo ancora per strada. Rientrando verso casa pensiamo bene di fare uno stop al baretto davanti chiamando gli altri dalla finestra! Da buoni truzzi italiani ci facciamo notare dalle 4 persone che c’erano in giro e facciamo scendere tutti :-)

Ci scofaniamo 3 o 4 “pantera rosa” a capocchia, disquisiamo di tutto, berliamo come ossessi e alla fine il barista (che chiamavamo Peppe con lui che si divertiva come un matto) bacia le fanciulle e grandi abbracci con noi maschietti. Ci parlava persino in italiano e così abbiamo fatto onore a Giulio Cesare: un altro pezzo di Gallia conquistato dagli italici :-)

Rientro per “cena” (saranno state le 23!), chiacchiere in libertà e poi nanna.

Martedì 02/06 ci siamo svegliati intorno alle 8.30, colazione abbondante (che in origine non dovevamo fare, ma c’era un sacco di roba) e poi sistemazione della casa. Intorno alle 10 partenza alla volta di Milano (Francy F. avrebbe poi proseguito verso la Calabria) così che si è conclusa la vacanzina.

Lemoners, è stata una vacanza spettacolare, piena di risate, goliardia, simpatia contagiosa e tanta leggerezza. Abbiamo affrontato argomenti seri, seriosi, contorti ed avvincenti, ma il tutto con una felicità ed una trasparenza invidiabili. Certo, Vastaso sembrava si sentisse sotto interrogatorio (sarà perché tutte le donzelle gli facevano 1000 domande al secondo?!?), ma ne è uscito a testa alta.

Ora non resta che inventarsi una nuova meta per ricongiungere questi alchimisti della gioia di vivere!!! Grazie banda Megevina :-)





Il Collio

25 05 2009

 collio 1Limonari e limonanti, sabato ho scoperto questa zona che prima mi era ignota. Dovete troppo visitarla, è qualcosa di meraviglioso e, se vi farete “contagiare” dall’aria, ne resterete catturati.

All’estremo lembo orientale della regione Friuli Venezia Giulia, in provincia di Gorizia e a ridosso del confine con la Slovenia, il Collio è una zona di produzione di pregiati vini ai quali, fra i primi in Italia, è stata riconosciuta fin dal 1968 la Denominazione d’origine Controllata.

collio 2

Dai colli di San Floriano ed Oslavia sopra Gorizia a quelli di Ruttars, Lonzano e Vencò sulle sponde dello Judrio, che un tempo segnava il confine fra l’Italia e l’Austria, è un susseguirsi di dolci colline scandite da piccoli borghi, e di vigneti, che si estendono per circa 1.600 ettari.

Questa zona collinare – ideale per rilassanti vacanze nel verde, anche grazie alle sue ottime infrastrutture agrituristiche – si sviluppa quasi ininterrottamente lungo una direttrice ideale Est-Ovest, presentando ampie superfici esposte a mezzogiorno, molto adatte a una viticoltura altamente qualificata.

collio 3

Tale situazione ha favorito fin dai tempi remoti la coltura della vite, introdotta nella zona già in epoca preromana. Terra di grandi bianchi, il Collio vede prevalere la produzione dei Pinot, del Tocai friulano, del Sauvignon e del rinomato Collio Bianco, uvaggio DOC.
Fra i rossi primeggiano il Collio Rosso, i Cabernet, il Merlot.

 

   

E, dulcis in fundo, guardate qui che vino producono…

collio 4





9 03 2009

Pensiero





Riflessioni in libertà

19 02 2009

Cari amici limonari e limonanti, il Pigno è ritornato produttivo dopo un periodo di silenzio e meditazione. Pur potendo apparire come se non stessi facendo una mazza, in realtà ho pensato di buttare lì un argomento nella speranza di “movimentare” un po’ il blog :-)

Vedendo e sentendo in giro tra amici e conoscenti, ne ho sentite un po’ di tutti i colori per quel che riguarda le relazioni di coppia e la loro durata. Così mi sono domandato: quali saranno mai le vere ragioni che possono “garantire” la durata di una storia? Cosa sta alla base di un legame che duri nel tempo?

Secondo me basterebbe un cocktail di rispetto, fiducia, sincerità ed onestà (non necessariamente in questo ordine) perché una storia possa durare. Certo, questi sono anche gli elementi alla base di un’amicizia, ma in una relazione entrano in gioco anche altre cose (passione, amore, coinvolgimento, condivisione) che crescono ed evolvono con la coppia. Così non sono riuscito a darmi una risposta sul perché una relazione riesca a durare, quali elementi ci siano alla base di questa alchimia, così ho cercato di vedere la cosa dalla prospettiva opposta, cioè perché un rapporto potrebbe finire.

In una coppia, fino a quando va tutto a meraviglia ed appena ci si è conosciuti, il mondo e le difficoltà sembrano non esistere perché si è spinti dalla forza dell’entusiasmo. Quando, poi, la storia continua, il tempo passa e la confidenza diventa più profonda, in alcune persone (sia uomini che donne) può scattare un qualcosa, un non so che, un elemento che fa “destare” da una sorta di torpore ed inizia a crescere dentro di loro un’innata voglia di cambiamento. Ma come mai questo? Come mai succede?

Forse, quando si attraversano momenti duri, difficili, ci si rende veramente conto di quanto si è disposti a rinunciare e soffrire per e con una persona e lottare per lei/lui.

Alcuni si rendono conto che per il loro cuore non vale la pena “stare lì” a tirare insieme i pezzi di un rapporto. Credono non valga la pena nel senso che egoisticamente non vogliono impiegare le forze necessarie e preferiscono scappare con la coda tra le gambe. Il dolore è una grande prova, non sempre la si supera o si ha la volontà di farlo e la stragrande maggioranza delle volte le persone preferiscono scappare piuttosto che tenere duro ed affrontare le grane.

Altri si inventano scuse addossando all’altro/a colpe che improvvisamente appaiono ed accusandoli di non essere più disponibili/divertenti come fino al giorno prima anche se forse hanno tutti i motivi del mondo per non esserlo. La persona con cui hanno costruito una vita o anche solo una parte di essa, non conta più, se ne fregano e scappano, è una vigliaccata che, in termini molto superficiali, potrebbe essere vista come una sorta di istinto di sopravvivenza.

Oppure altre persone hanno paura, una paura che non sanno spiegare e queste persone fuggono fin che possono e non crescono mai, si ritrovano sempre con lo stesso problema di fronte in ogni caso della vita perché il problema irrisolto rimane dentro di loro. Dentro queste la paura, il dolore, la mancanza di qualcosa, in linea generale, continueranno ad esserci. Tante volte sembra una semplice questione di sbattimento, della serie: si aggira il problema invece di affrontarlo.

Credo che la vita sia piena di grane, dolori, problemi e non si può vivere una relazione di coppia se non con qualcuno accanto che abbia la voglia, il coraggio, la maturità e l’amore necessari per affrontare le situazioni che capitano a lui stesso, al suo partner e a tutti e due insieme. Forse è questo il vero mix che serve ad una relazione per durare: capire che l’amore evolve e non è sempre “farfalle nello stomaco”.





Movimentiamo un po’ questo blog!

5 11 2008

Ciao a tutti!

Mi pare che questo blog si stia piano piano spegnendo, così mi sono deciso a dargli una sveglia e proporrei di ripartire con l’angolo della recensione.

Vi segnalo e vi consiglio di leggere ASSOLUTAMENTE questo libro!!!

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Stieg Larsson

Casa editrice MARSILIO

Uomini che odiano le donne

 

Sono passati molti anni da quando Harriet, nipote prediletta del potente industriale Henrik Vanger, è scomparsa senza lasciare traccia. Da allora, ogni anno l’invio di un dono anonimo riapre la vicenda, un rito che si ripete puntuale e risveglia l’inquietudine di un enigma mai risolto. Ormai molto vecchio, Henrik Vanger decide di tentare per l’ultima volta di fare luce sul mistero che ha segnato tutta la sua vita. L’incarico di cercare la verità è affidato a Mikael Blomkvist: quarantenne di gran fascino, Blomkvist è il giornalista di successo che guida la rivista “Millennium”, specializzata in reportage di denuncia sulla corruzione e gli affari loschi del mondo imprenditoriale. Sulle coste del Mar Baltico, con l’aiuto di Lisbeth Salander, giovane e abilissima hacker, indimenticabile protagonista femminile al suo fianco ribelle e inquieta, Blomkvist indaga a fondo la storia della famiglia Vanger. E più scava, più le scoperte sono spaventose. Accolto al suo esordio come una rivelazione, Stieg Larsson ha scritto un thriller che emoziona e insieme un romanzo che, al di là dell’indagine serrata e dei colpi di scena, contiene un messaggio sul nostro tempo. Un giallo che all’azione e al dramma combina una storia molto umana e tragicamente moderna.





Oggi è il suo giorno!

24 04 2008

E’ con immenso piacere che mi accollo “l’onere” di mettere un post per fare tanti sinceri e cari auguri di un fantastico compleanno al nostro mitico Davidino!!

Che il Limone duro sia sempre il tuo credo ;-)





Che dire…

16 04 2008

Giusto per movimentare un po’ il post che mi sembra fermo su aperitivi e gite al mare, direi che è il giorno giusto per festeggiare la SCHIACCINATE vittoria!!!

Per di più sono dovuto arrivare IO in questa Regione per far vincere il centro destra!!! Che fatica, ma spero mi daranno un riconoscimento :twisted:

In questo caso le parole da dire sono poche, ma la voglia di cambiare è tanta e pare ora ci siano le condizioni per farlo! Come godo….